Gné gné gné

Nov 24

Okkupa pro Nobis.

christo

Scatto © Angelo Marinelli

Mentre l’onda degli studentelli ggiovani travolge i compiti in classe e le ultime interrogazioni di metà semestre, portandosi via anche il pagellino, in Spagna una corte ha emesso un ordinanza per rimuovere i crocefissi dalle aulee di una scuola. Scandalo. Scandaloso che in un edificio scolastico statale (dunque a-confessionale)  si espongano alcuni simboli religiosi, scandaloso che debba pensarci un tribunale e non una semplice circolare del ministero [testo: “aggiornamento: siano rimossi i simboli religiosi, politici, partitici dalle aulee scolastiche dello Stato.”] - ma anche: il collegio docenti.

Poi mi fanno notare che anche qui da noi, nelle scuole italiane, c’è il cristo appeso in croce.

Merda. Io questa cosa la dimentico sempre, per il semplice fatto che nella mia classe (nel mio liceo ginnasio) non c’era alcuna croce appesa alla parete. Col cristo, senza, di david, celtica o uncinata.

Giuro. Ci fosse stata l’avrei notata. Di più: l’avrei staccata.

Mi chiedo perché gli studenti che se lo ritrovano in classe, il salvatore appeso, non lo facciano volar dalla finestra (tranquilli: ha camminato sul Giordano, che volete sia l’asfalto) - o, se vogliamo, se lo intaschino per rivenderlo su ebay.

“crocifisso originale benedetto da Padre Pio. Base d’asta 400€.”

Io l’avrei fatto.


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