Gné gné gné

Sep 14

(neo) eletti.

Pullman Bologna Pride 2008_01: Rainbow Star (by Roma Rainbow Choir)

Mi ero ripromesso di non scriverne. [dopo qui & qua] Principalmente perché - l’ho detto anni fa e lo ripeto ancora - appartengo a quei quattro o cinque sciroccati pronti a scommettere che l’influsso della blogosfera sul mondo reale, e sull’opinione pubblica (qualsivoglia sottogruppo), sia poco più di niente.

Ad Arcigay Roma - dopo ogni tipo di campagna mediatica - si è votato. 176 elettori. Poco meno di 30 han votato per la Pezzoli presidente. Più di 140 per la lista Marrazzo. Inutile dire che, a leggere qui attorno, la Pezzoli (chiamata anche ‘la salvatrice della patria’, ‘l’unica alternativa’, ‘il rinnovamento’, ‘il nuovo’.) sembrava essere in lizza per la presidenza della repubblica.

C’è chi sostiene che la strategia elettorale della Pezzoli sia stata negativa, e controproducente, in quanto dileggiante l’avversario. Ecco, lasciatemi invece dire che la Pezzoli ha scelto la linea del silenzio. Non si è fatta conoscere, non si è esposta, non ha incontrato nessuno. Non ho memoria di incontri pubblici, di iniziative, di azioni politiche. Ha creduto, o le è stato fatto credere, di poter gestire il tutto da una torre d’avorio.

Undici candidati, più una decina di sottoscrittori. Per prendere? Ventisei preferenze.
Non è una sconfitta. È una pernacchia.


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