Tu chiamale, se vuoi, Velate.
Sono particolarmente allarmato per una questione teoricamente marginale in queste prossime ‘elezioni’ di ArcigayRoma - associazione che, ripeto, non mi annovera tra gli iscritti.
Il fatto. Sono state presentate le liste (due) elettorali. Una dell’uscente Fabrizio Marrazzo, l’altra della emergente Federica Pezzoli. La campagna elettorale della Pezzoli è stata aggressiva, volta a mettere in luce tutti gli errori e gli sbagli (comunicativi, politici, gestionali) compiuti dalla gestione Marrazzo. Avvalendosi anche di comunicatori brillanti.
Le liste son state presentate e depositate. Dunque rese pubbliche. Anche in rete. Un bell’elenco di candidati (nomi e cognomi) e di sottoscrittori (nomi e cognomi). Ma. È scoppiato il caso.
Alcuni sottoscrittori non si aspettavano di finire in rete. Panico.
Il tutto si è concluso con la rimozione integrale dell’intera lista dei sottoscrittori della Pezzoli.
La questione, avevo premesso, è marginale. Ad ora nessun candidato ha chiesto che il proprio nome venisse oscurato; gli unici anonimi restano alcuni sottoscrittori.
E però.
È opportuno che una persona che non possa esporre se stessa in pubblico, per timore d’esser tacciata di omosessualità, dunque ricattabile, collabori attivamente con un’associazione lgbt? Tanto da essere fra lo sparuto gruppo di sottoscrittori per la lista del nuovo direttivo?
Probabilmente sì. È opportuno. Però.
Possibile non si sia riusciti a trovare, fra quanti volessero firmare per Federica, un ristretto manipolo di eroi capaci di metterci la faccia?
Tristeza.

