Gné gné gné

Jan 12
“Questa storia degli italiani brava gente comincia davvero a venire a noia. Perché non è possibile che non ci siamo ancora tolti di dosso il vizio antico dell’autoassoluzione: come se nessuno, mai, fosse colpevole, come se nessuno mai fosse coinvolto. Nessuno è colpevole - dicono - quando gridano cori razzisti negli stadi contro Balotelli. Ragazzacci: tutto qua. Anzi - aggiungono - è colpa del giocatore che è antipatico. Nessuno è colpevole se si propongono vagoni separati nelle metropolitane. O quando qualcuno pretende ditte di pulizie che siano cristiane e occidentali. E nessuno è colpevole nemmeno quando qualcun altro si sollazza nello sparare agli immigrati. Sono inutili, dicono. Questione economica. È una guerra tra poveri, spiegano. Il razzismo? Non c’entra nulla. Ma proprio nulla. Nemmeno quando li pagano un euro all’ora. È il mercato, baby. E nessuno è colpevole quando i “neri” diventano “negri” in nome di un “politicamente scorretto” cavilloso, inutile e urticante. E nessuno è colpevole nemmeno quando si spiega che devono essere tutti cacciati. Via da qui! E nemmeno quando si esalta ancora una società chiusa, monoculturale, monolitica. Monocromatica. Do you remember “White Christmas”? Razzisti? Ma quando mai!” Filippo Rossi, Fare Futuro.

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