Jul
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Serve talento per ricavarne un film dove la guerra tra il giornalista che fino al giorno prima aveva intervistato i Bee Gees e il capo di stato che incontrò Mao viene raccontata usando come correlativo oggettivo un paio di mocassini italiani. Il correlativo oggettivo, per chi era distratto a scuola mentre spiegavano T. S. Eliot, è il contrario della metafora. Non una Piccola Cosa che allude a Chissacché, ma una Faccenda Seria che, come talvolta accade nella vita e ancor più spesso nei film che ci piacciono, si incarna in un particolare. Serve un tocco di genio per immaginare un Nixon che, perso il duello tv con Kennedy per via del sudore, impara la lezione e cerca di spiazzare l’intervistatore prima che la registrazione cominci.
Mariarosa Mancuso, su Frost-Nixon, il foglio.
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io amo questa donna, da sempre. da quando ero al ginnasio. sono cresciuto a pane e mancuso, che credete. non solo - certo - ma anche. capiamoci, non è così importante cosa dica; ma il come. è una carezza, un buffetto. come la torta di mele di quando eravamo bambini; meglio, come lo zucchero a velo che restava sul naso, o ci cadeva addosso. oggi, poi, sono moderatamente felice. un bel po’. anzi. si. di quella felicità malinconica che viene rare volte e che però è bella. ma questo non c’entra una mazza con la mancuso. o forse no.
(omissis)
(omissis)
(omissis)
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