Gné gné gné

Oct 29

Fille

Fille

Garcon

Garcon

Ecco una ragazza che ama le ragazze. Ma questa ragazza che ama le ragazze non ama le ragazze che non amano le ragazze che amano le ragazze.

Questa frase è complicata ma meno che la sua vita di studentessa omosessuale.
L’omofobia porta all’esclusione, lottiamo insieme contro l’omofobia all’università

Firmato: il ministero

via, quel gran genio dell’Alessandro.


Oct 14

Troppi.

lgbt

Alla macchinetta del caffè un ragazzo ha guardato una ragazza. Uno sguardo strano, differente. Poi le ha offerto un capcioc. E lei, senza sapersi trattenere, lo ha baciato sulla guancia. Facendo le moine. Ma non si vergognano, che bisogno c’è di tutta questa esibizione? Io dico, volete essere eterosessuali? Benissimo. Ma evitate di sbandierarlo ai quattro venti. Rispetto, dovrebbero imparare il rispetto. Ché, se fosse passato un bambino? E poi si lamentano se vengono aggrediti. Ma io dico, è sbagliato aggredire un etero; però lo sapete che c’è questo rischio - non fatevi riconoscere: un filo d’ombretto, una sculettata o un ‘adooro’, e passa la paura. Poi sotto le lenzuola fate quello che vi pare. Ma in casa. / e poi ultimamente ci sono troppi eterosessuali. Troppi maschi col culo frigido. Che tempi.

(via ff)


Sep 2

So you say it's not okay to be gay / well, I think you're just evil

Do you, do you really enjoy
Living a life that’s so hateful?
‘Cause there’s a hole where your soul should be
You’re losing control a bit
And it’s really distasteful

Fuck you, fuck you very, very much
‘Cause we hate what you do
And we hate your whole crew
So please don’t stay in touch

Fuck you, fuck you very, very much
‘Cause your words don’t translate
And it’s getting quite late
So please don’t stay in touch

You say you think we need to go to war
Well, you’re already in one
‘Cause it’s people like you that need to get slew
No one wants your opinion

Une vidéo de GayCliqueurs ( http://www.GayClic.com ) postée pour la Journée Mondiale Contre l’Homophobie (17 mai 2009) en réponse à la vidéo “Big Fat Gay Collab” de Stevie Bee Bishop.

“Fuck You” by Lily Allen

(via, quel genio senza posa del Benji)


Aug 31

"Un rito fascista di distruzione personale."

C’è un termine caro alla blogosfera e alla sua cultura: è il “racconto”. Si sottintende “racconto dei media”. E si intende: come i fatti di ogni giorno vengono dotati di un senso per opera dei media. Chi non coglie quest’ansia, dell’opinione pubblica che si esprime in rete, per la “correttezza” del racconto, a volte anche con una ingenua pretesa di “equidistanza dagli interessi” dello stesso, perde un passaggio importante dello spirito di questi tempi. Il racconto non è libero dall’ interese, ma può essere molto sporco e soprattutto è oscuro, duro da capire.
Chi si fa domande sul racconto ha ragione, perché il racconto è tutta la società. E’ la coscienza del presente e la memoria dei “fatti” nel futuro”. Il racconto “è” l’informazione. E credo che sbagli assai chi tende a considerare ciò che avviene in queste settimane come lo scontro di due curve contrapposte. Questo relativismo del “siamo tutti peccatori” è davvero una peste italiana. Ma il mio tema oggi è molto più ristretto e attuale. Voglio parlare del caso Boffo dal punto di vista dell’accusa specifica che lo colpisce: l’omosessualità.
Nelle carte del processo di Boffo, tutte pubblicate dal Giornale, di omosessualità non si parla. Per poterlo fare, è stato necessario pubblicare un documento anonimo - ripeto: anonimo, quindi possiamo dire: “di dubbia origine”? - recapitato nei mesi scorsi alle curie di mezza o tutta Italia. Per poter dire cosa? Che Boffo è omosessuale. Ma si può dire: ti accuso perché sei omosessuale? No, si fustiga “l’incoerenza” del giornalista. E’ un falso, chi lo fa sa bene che al suo pubblico è il sapore forte del sesso che farà effetto. Ecco perché quello cui stiamo assistendo in questi giorni è un caso di aggressione politicamente motivata che ha lo scopo di degradare moralmente una persona “servendosi” dell’accusa di omosessualità.
Proviamo a raccontare questo caso a un ipotetico interlocutore straniero. Non un russo, un talebano o un uzbeko. Un interlocutore occidentale. Dunque un giornalista viene colpito perché - e lo si dice apertamente - ha criticato il presidente del consiglio “essendo omosessuale”. E allora?, verrebbe da dire… Voi vedete come sia ipocrita il discorso pubblico, di quei giornali e media che cercano una posizione “terza”, su questo punto: si sorvola sul punto fingendo rispetto della privacy. Che è come dire che taciamo della ferita di uno che è stato ucciso per rispetto alla vittima. E qual è il proiettile che ha fatto questo morto della dignità? L’omosessualità. E in particolare un’accusa che viene attinta a un documento anonimo. Cioè si distrugge qualcuno “rivelando” non una condanna penale che a nessuno importa, ma una condotta lecita, legittima e accettata PUBBLICAMENTE in ogni paese civile come un dato indisponibile per chiunque voglia insultare - insulto che in molti paesei civili è reato.
L’accusa a Boffo è resa possibile dalla radicata - in questo la vittima e suoi carnefici sono portatori dello stesso equivoco - concezione dell’omosessualità come disordine morale, errore e vizio.
Altrimenti ogni questione sarebbe chiara: io-giornalista sono omosessuale e questa è la mia vita personale, ma a te uomo di governo chiedo conto dei tuoi comportamento IN QUANTO uomo di governo, non in quanto praticante di un certo stile di vita.
Non sembra che questo passaggio abbia molto colpito la politica, i giornali, perfino la rete. Tutti a parlare di vita privata, e fingere che non sia in corso un rito fascista di distruzione personale.
Ma quando in una società avviene una mostruosità simile, forse dovrebbero essere i giornalisti che vanno a indagare dentro i particolari del racconto per renderli pubblici e metterli nella giusta luce. A vedere le carte false e le carte falsificate, quelle anonime e quelle firmate. Dovrebbero esserci uomini politici che si ribellano, dovrebbero esserci blogger, magari di sinistra e magari difensori dei diritti civili, che si incazzano per l’accusa rivolta al loro “avversario”.
E qui è legittima una domanda: c’è una egemonia omofobica nella società italiana? Anni di dicriminazioni e “condanne morali” non hanno creato un clima tale in questo paese per cui appare normale e scontato che in questa vicenda l’omosessualità sia considerata come stigma e infamia, e usata per colpire ed eliminare l’avversario? Dobbiamo davvero abboccare all’amo della ‘incoerenza” di Boffo?
Sì, possiamo “rallegrarci” (lo faccia chi crede, io no) che lo sputo contro vento sia tornato sulla faccia di uno dei picchiatori più duri, ma la barbarie civile ai suoi danni offende tutti noi in quanti cittadini. E resta che la benzina che alimenta questo rogo è un comportamento umano che è di fatto reso clandestino e criminale (possiamo scandalizzarci a questo punto se adolescenti e adulti di borgata e di centro storico picchiano e insultano “i froci”? Sicuri sicuri che possiamo?).
In un paese civile, uno da cui l’Italia di oggi è lontana secoli-luce, la rivelazione di questi giorni sarebbe stata respinta proprio per il suo stesso contenuto dicriminante. E per la logica da curva ultrà che è il teorema ad essa sotteso. In questo paese viene presa sul serio.
E se è così, se ci consoliamo perché il rogo non arde (ancora) per noi e ne siamo grati al potere che lo accende, allora siamo messi male. Molto male.

Vittorio Zambardino | Scene Digitali


Aug 24
“certo che la gente che per intendere la cache pronuncia “kesh” e io capisco “cash” è proprio da buttare via.” ZeroLover:

"La bella ch'è prigioniera, dal nome che fa paura ..."

Non mi piace l’idea di un web (o di una società) dove esiste il reato di opinione, dove i giochi (o gli scritti, o i film, o ‘altro’.) devono superare una certa qual commissione di censura atta a verificarne l’integrità etica. Mi spaventa. Non è dove vorrei vivere. Un mondo dove qualcuno per del politically correct (chiamatelo come vi pare) possa essere portato in un tribunale. Mi ricorda altri periodi storici, altre società, altre culture.

“… Libertà, Libertà, Libertà”


Aug 20

"Mikkel, è finita." - Søren Grinderslev Hansen

Lui è Allan Hyde (Godric, TrueBlood) ventenne danese qui diretto da Søren Grinderslev Hansen in Sidste Kys (per favore, resta) - corto [4’47”] dal risvolto surreale (ma neanche troppo).

Per i depravati che non parlano fluentemente il danese ci sono i sottotitoli.

Ah. Si parla di sesso.


Aug 19

"Aggio itto accussì ncopp”o Cunziglio r”e Ministre"

Quanno cantammo l’inno nuosto, ‘o Va’ penziero, tutte quante ‘o cantano pecché ‘e pparole ‘e ssanno tutte quante, no comme a chillo italiano ca nun ‘o sape nisciuno. Si tutto nu popolo, meliune e meliune ‘e perzune, sanno ‘o Va penziero e ‘o cantano cu piacere, vò ricere ca int”o core r”a gente sta cagnanno tutte cose, anze tutt’è cagnato già. All’alta Italia, int”e scole r”a Patània, comme inno r”a Nazione nun faceveno ‘mparà Fratelli d’Italia, ma ‘O Piave murmuliava. A me, â scola, m’imparaieno ‘O Piave murmuliava, no contr’a Fratelli d’Italia, ma comm’a nu dat”e fatte.
Pe me, ‘o dialetto int”e scole s’avess’a sturià pe forza. Me l’ha itto pure muglierema, ca fa ‘a prufessuressa e sti ccose ‘e ccapisce. Nu prufessore chiammaie a patemo e a mammema e ce ricette ca â scola quanno screveva ie ce metteva ‘e pparole r”o dialetto, e isso ricette a papà e a mammà ca nun avevan’a parlà ‘o dialetto. Ricette ‘a copp”a mana patemo ca si nun ce piaceva ‘o dialetto nuosto puteva aizà ncuollo e se ne puteva pure ì a n’ata parte.
Quanta renare s’avessen’a spennere pe fà ‘a festa r”e cientocinquant’anne ‘e ll’Unità? Pe me nun s’avess’a spennere manco n’èvere. Aggio itto accussì ncopp”o Cunziglio r”e Ministre: ‘e sorde ratencélle â gente, no pe s’allicurdà ‘e na cosa che è gghiuta ‘e n’ata manera. Comme infatti int”e bbattaglie so’ muorte accise nu sacco ‘e guagliune. P”o Sud a me me pare ca pure serve n’aiuto, pecché si se ripiglia ‘o Sud, ce cunviene pure all’industrie ‘e ll’alta Italia, ca faticano pure lloro. ‘A fanno accussì difficile pecché tenene ‘e cuntratte ‘e n’ata ebbreca. Nuie però vulimmo aumentà ‘e mmesate, e gghiammo truvanno ‘e fà ‘e mmesate diverse zona pe zona, comme va ‘o costo r”a vita. Nuie mo avimm’a fà ‘o federalismo, e chi nun va truvanno ‘e mmesate diverse zona pe zona vò ricere ca nun vò fà ‘o federalismo overo. Mo pe nun parlà r”e mmesate, r”e ggabbie salariali, comme fosse a dicere ‘a caióla r”e mmesate, se ne so’ asciute ca â Lega nun ce piace l’inno italiano. Che vanno truvanno, ca ce spartimmo? Chille r”a parte ‘e coppa, ‘e ll’alta Italia, so’ vinte, trenta meliune ‘e perzune, simmo brava gente, nun ce scassate ‘e pp… Nun vaco a fà ‘o penziunato e nun levo mano si nun aggio luvato ‘a gente nosta ‘a sott’a Roma mariola.

Umberto Bossi tradotto su Il Mattino (via acrob4t)


Aug 16

“Sette anni sono un crimine. Urge pompino catartico. Che sia stagionato almeno un tre giorni pero’. C’ho I’ll palato raffinato.” ZombieGlam

Aug 12

L'ora di religione

Ma fatemi capire. Un tribunale amministrativo regionale mette per iscritto che non si può dare un vantaggio agli studenti cattolici apostolici romani, e la questione diventa ma come si sono permessi questi laicisti puzzoni?!? Ma cristo iddio.


Delirio. Surreale. Cosa si può desiderare di più?

(sĭn′ĭs-thē′zhə) A condition in which one type of stimulation evokes the sensation of another.

Loro sono Ian Kibbey e Corey Creasey, meglio conosciuti come Terri Timely.
Schiacciate play.


Così è (se vi pare)

My Political Views
I am a centrist social libertarian
Left: 0.94, Libertarian: 5.82

Political Spectrum Quiz


twitter movie critics

affidabilità in rete, simply explained.

via the dog house


Aug 11
[Flash 9 is required to listen to audio.]

GuiattoNero (beta)

via FF


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